Scene di vita autentica

Scene di vita autentica

Nostalgici e più “veri”. Per aziende e banche d'immagini, le quattro tendenze della comunicazione visiva dopo smartphone e condivisione in Rete

28 settembre 2012

0

Se anche una fra le maggiori piattaforme di immagini online ha dato mandato ai suoi collaboratori di realizzare foto più sporche, scattate da smartphone, è segno che la trasformazione estetica è avvenuta.

 

Per capire le tendenze della comunicazione visiva, il database di iStockphoto, proprietà della banca d’immagini internazionale Getty Images, è un osservatorio privilegiato.

Il catalogo propone contenuti royalty-free, ovvero con licenze limitate e prezzi a seconda degli usi, rivolti a editori, società, agenzie creative. A partire dai dati di vendita, un gruppo di ricerca interno all’azienda ha analizzato negli anni le immagini più richieste per le campagne pubblicitarie, per poi andare incontro ai gusti dei clienti.

 

“Il team osserva anche quel che succede sui social media”, spiega Nicola Ghezzi, responsabile marketing di iStockphoto e Getty Images in Italia, che venerdì 28 settembre partecipa con un laboratorio sul tema a Design Per, la Settimana della grafica promossa da AIAP (Associazione italiana progettazione per la comunicazione visiva). “Basandoci sui trend nei vari settori, cerchiamo di individuare le tendenze visive globali che oggi segnano i mercati in modo trasversale”.

 

I fattori dell’evoluzione sono risaputi: da un lato le tecnologie, con la diffusione degli smartphone e delle loro immagini; dall’altro i social network. La condivisione in Rete ha cambiato il modo di comunicare, le agenzie e le grandi aziende si sono adeguate al nuovo linguaggio.

Le tendenze rilevate da iStockphoto sono quattro, relative ai temi o alla forma, e strettamente collegate fra loro.

 

Instant Nostalgia, la nostalgia istantanea. Il ritorno di un’estetica vintage è soprattutto merito di Instangram, applicazione per condividere le proprie foto da cellulare simulando vecchi filtri cromatici.

Sovraesposte, contrastate, immagini fuori fuoco o con colori saturi, effetti “anni Settanta”: sono scatti di oggi che parlano come vecchie foto ritrovate in un cassetto. Il fatto che Facebook abbia speso 1 miliardo di dollari per acquisire ad aprile la piccola società dimostra l’impatto del “vecchio stile” sull’immaginario comune, i blog e gli altri social network (compresi Twitter e Pinterest).

Le grandi aziende seguono ovviamente la tendenza: McDonald’s lo ha fatto in modo esemplare per pubblicizzare un suo nuovo prodotto negli Stati Uniti (qui il video). Ma il trend ha conseguenze anche sul design e la comunicazione in generale, se i ricercatori di iStockphoto e Nicola Ghezzi lo collegano a “un ritorno al passato, in cui c’è bisogno di toccare le cose”.

 

Anti-vanity, contro la vanità. La lezione vale per tutti, a partire dai personaggi celebri che pubblicano i loro autoscatti: “Anche loro che hanno una rappresentazione molto iconica — spiega Ghezzi — ora hanno la possibilità di abbattere il muro con i fan”.

I social media ridefiniscono i limiti della privacy, cresce il numero di immagini pubbliche che ci ritraggono in modo più o meno spontaneo. Dalle foto allo specchio a quelle per divertire, la maggiore disposizione a comparire in foto si traduce spesso in un rifiuto di pose, o meglio nella ricerca di pose alternative, “naturali”. Una tendenza direttamente legata alla prossima categoria.

 

Real Models, Real Moments. Per le aziende la ricerca dell’autenticità prosegue nella scelta di persone e set che rimandino alla quotidianità. Dopo le critiche diffuse contro l’uso eccessivo del fotoritocco per perfezionare le immagini (e ancora prima ai modelli innaturali, maschili e femminili) molte agenzie scelgono volti e fisici più comuni.

“Da parte dei clienti c’è sempre più la richiesta di far vedere momenti di vita reale, non posati — dice Nicola Ghezzi — immagini di persone con cui tutti noi potremmo correlarci”.

Vista la domanda crescente, Getty Images ha stretto un accordo con Flickr, social network dove condividere i propri scatti: Getty è autorizzata a vendere le immagini compensando gli autori (che non hanno però sull’uso delle immagini). È così che una foto di due ragazzini, scattata in casa, può finire in una campagna pubblicitaria di Adidas.

 

Crowd, immagini raccolte “dal basso”. L’ultima delle tendenze riguarda il coinvolgimento del pubblico, si tratti di fan o clienti. Esattamente come nel crowdfunding, le aziende si rivolgono ai consumatori per raccogliere immagini, da usare poi per la loro comunicazione. In Italia è stato il caso di Barilla e Armani, spiega Ghezzi, ma gli esempi di chi ha usato i veri volti delle persone sono tanti, a maggior ragione sui social network.

 

Il tempo della Rete come luogo di immagini virtuali sembra finito.

La macrotendenza è un’attenzione maggiore per la realtà, ovviamente intesa a sua volta come “effetto di senso”. Un’autenticità da costruire attraverso tecniche nuove, come appunto mostra l’incarico commissionato di recente da iStockphoto. “Siamo sempre stati attenti che la foto fosse perfetta in tutti i dettagli”, spiega ancora Nicola Ghezzi. “Ora abbiamo chiesto ai collaboratori di fotografare con gli smartphone e a orientarsi anche verso questo filone”.

Lo chiedono le aziende, per parlare in modo più autentico alle persone.

 

 

© Riproduzione riservata

 

Foto: Uwe Krejci (Getty Images)

Privacy Autorizzo al trattamento dei dati personali ai sensi dell'art.13 del D.Lgs. 196/2003.
I dati saranno utilizzati per dare corso alla richiesta di abbonamento e non saranno ceduti a terzi. Leggi le note legali

* I campi contrassegnati da asterisco sono obbligatori

NOTA Per evitare messaggi inopportuni e spam, il commento non sarà immediatamente visualizzato.
La redazione provvederà a pubblicare i commenti al più presto, mentre i messaggi diffamatori, offensivi, razzisti e sessisti saranno eliminati.