Creativi cercano imprese

Creativi cercano imprese

Il progetto Faber torna a Torino per far incontrare giovani e aziende. Un concorso pensato come opportunità professionale, visto da chi ha vinto nelle scorse edizioni

31 ottobre 2012

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Un videomaker, uno sviluppatore per il web, un designer grafico. Hanno in comune un lavoro basato sulla creatività, e la necessità di confrontarsi con le aziende per far crescere i loro progetti, o almeno la conoscenza del mercato.

 

Fare incontrare i giovani attivi nel campo del digitale e le imprese è l’obiettivo di un concorso nazionale organizzato da Torino Nord Ovest, realtà cittadina impegnata su economia e società. Anche per questa terza edizione, che partirà il 5 novembre, Faber si svolgerà in due fasi: una gara fra opere realizzate da under 35 negli ultimi diciotto mesi e a giugno un “salone professionale” con gli ideatori delle migliori trentadue.

Oltre a loro, ai laboratori del Fabermeeting interverranno agenzie, case di produzione, enti di ricerca coinvolti fra i settanta partner del progetto. Il compito dei professionisti sarà appunto offrire competenze pratiche e una visione dall’interno sull’economia creativa, a volte guidando i partecipanti meno esperti, altre discutendo alla pari di strumenti pratici e tendenze.

 

“La costante è l’incontro diretto, e cioè essere una piccola classe di fronte a aziende che raccontano sinceramente come è il mondo del lavoro”, dice Alice Avallone, media strategist, selezionata in entrambe le edizioni del 2008 e 2011. “La seconda volta per me è stato uno scambio più reciproco, con l’opportunità di parlare con persone del mio campo e scambiare esperienze”.

 

Premiata nella sezione web, Avallone portava a Faber il suo magazine online Nuok, pensato per raccontare trend, eventi e luoghi meno conosciuti da New York e altre città del mondo o in Italia. Quali sono stati i vantaggi di partecipare all’esperienza? “È stata un’occasione di visibilità, che mi ha portato i contatti per un secondo lavoro. La Camera di Commercio di Asti ha visto il mio profilo tra i vincitori e mi ha invitato come freelance in una gara per la comunicazione dei loro eventi”.

 

Nuok è intanto cresciuto, arrivando a una rete di circa 50 collaboratori e altrettante città — le “sitis”, detto all’italiana come sul loro sito, di cui suggeriscono luoghi e culture locali. Non prevedendo business plan o rapporti particolari con aziende, Avallone si è concentrata sul network: “Faber ha dato di sicuro un bollino di qualità, ma siamo cresciuti indipendentemente. Avevamo un progetto che raccontava la creatività, per cui con Nuok abbiamo cercato di supportarsi a vicenda fra i partecipanti”.

 

La possibilità d’incontro fra creativi è l’aspetto principale anche per un altro vincitore nella seconda edizione, Maurizio Peisino, programmatore che invece partecipava con un’idea d’impresa.

RiLibri.it è un motore di ricerca per trovare l’offerta online col prezzo più basso, che oggi vorrebbe diventare un riferimento per la compravendita di libri anche all’estero. “La cosa più utile è stata confrontarsi con progetti in parte simili, in parte molto diversi — spiega Peisino — Le sezioni a Faber erano molto eterogenee: noi avevamo già una competenza di sviluppo web, mentre per altri il fattore creativo era molto più forte”.

 

Oltre allo scambio di strategie con il team di We Sport, social network per sportivi (di cui avevamo parlato in passato), per Peisino e soci da Faber è comunque nata una collaborazione per i servizi Internet con il consorzio TOP-IX e una consulenza con la piattaforma di annunci Bakeca.it. “Abbiamo avuto qualche mese di supporto per cercare di individuare un modello di business, che però non abbiamo ancora voluto definire”. Colpa in parte di un mercato editoriale mutato rispetto agli inizi di RiLibri, con l’affermazione di Amazon Italia e una nuova legge che limita gli sconti sui prodotti editoriali.

 

Anche in questa edizione di Faber le categorie di progetti ammessi saranno diverse fra loro: live action (filmati, videoclip, documentari), animazioni 3D e videogiochi, prodotti web e app, visual e graphic design. I linguaggi audiovisivi rimarranno dunque centrali. In più il concorso, curato dall’ideatore Carlo Boccazzi Varotto, assegnerà dodici premi speciali forniti dalle aziende ad alcuni “finalisti”, in forma di stage, momenti di formazione, sostegno economico o servizi professionali.

 

Proprio dare seguito all’esperienza può rivelarsi il fattore determinante per i giovani creativi che partecipano ai laboratori. Come spiega chi ha partecipato alle scorse edizioni, l’importante è mettere al centro del progetto i giovani creativi. Magari anche attraverso i social media, dove oggi Faber racconta le storie dei partecipanti passati.

Che siano registi, designer o magari a loro volta imprenditori, fare rete con le aziende oggi è ancora di più una necessità.

 

© Riproduzione riservata

 

Foto: Redazione web Città di Torino

 

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