Trent’anni e ancora a casa dei genitori. I numeri di un fenomeno globale

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Trent’anni e ancora a casa dei genitori. I numeri di un fenomeno globale

Generazione “boomerang”, “canguro”, o anche “celibi parassiti”.

Il quotidiano Le Monde dedica un’indagine ai giovani europei fra i 25 e i 35 anni che, per scelta o più spesso per necessità, vivono ancora (o di nuovo) insieme ai genitori. In Europa sono il 35% dei ragazzi e il 21% delle ragazze, negli Stati Uniti la percentuale è salita oltre il 20% negli ultimi anni (quasi raddoppiando rispetto al 1980). Ma il fenomeno cresce ovunque, a prescindere dalle differenze culturali fra società anglosassoni e latine in fatto di emancipazione familiare.

I 25enni indipendenti rimangono una minoranza soltanto nei paesi scandinavi (sono il 4%), nonostante il sistema di servizi a sostegno dei giovani stia iniziando a mostrare alcune falle.

 

A spiegare i numeri crescenti della “generazione Tanguy“, dal nome della celebre commedia francese del 2001 (in alto, una scena del film), è ovviamente la crisi economica. La situazione sta creando un meccanismo difficile da scardinare, in cui assieme alla ricchezza calano le opportunità per i giovani sul mercato del lavoro e i tassi di natalità.

È una tendenza che sta accrescendo “il determinismo sociale”, spiega uno dei sociologi intervistati dal quotidiano francese, “poiché i giovani diventano sempre più dipendenti dalle loro famiglie”.

 

In molti fra i giovani e gli stessi genitori, anche simbolicamente, si sono mobilitati. Ma il rischio è che in Europa la sensazione di essere “inghiottiti da un uroburo, il serpente che si morde la coda” — come spiega una ragazza di 33 anni da Palermo — interessi sempre più ventenni e trentenni.

6 febbraio 2013

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