Public Hearing a Milano. La città intelligente è in ascolto

Public Hearing a Milano. La città intelligente è in ascolto

Comune e Camera di Commercio lanciano Milano Smart City. Dialogo e impresa (e 60 progetti) i primi passi per una strategia. Il 19 aprile il forum iniziale

18 aprile 2013

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Oltre l’Expo c’è un altro orizzonte. In attesa del 2015 Milano si muove per diventare città intelligente, presentandosi come riferimento per l’innovazione e la sostenibilità.

Un traguardo di lungo termine, raggiungibile solo a patto di una visione condivisa fra le realtà locali, e per questo Comune e Camera di Commercio di Milano promuovono da questo mese una serie di incontri con imprese, enti pubblici e associazioni.

L’intenzione è elaborare una strategia verso la smart city entro l’inizio del prossimo anno.

 

Il primo incontro di Public Hearing è in programma domani 19 aprile, al Museo della Scienza Leonardo da Vinci. Dopo gli interventi di politici e esperti, i lavori coinvolgeranno le realtà del territorio, secondo le categorie di soggetti chiave per uno sviluppo sostenibile individuate dai promotori.

Da un lato discuteranno le società finanziarie e le banche, che per sostenere i progetti innovativi dovranno innanzitutto capire l’intero processo. Dall’altro le imprese, dai grandi gruppi alle piccole attività che trasferiscono lo sviluppo tecnologico negli oggetti quotidiani. Poi l’università e il mondo della ricerca, i cittadini e le loro associazioni. Infine la Pubblica Amministrazione, a cui i promotori chiedono più integrazione per guidare la trasformazione smart.

 

“Sarà un’esperienza di consultazione, con momenti di progettazione comune”, spiega Renato Galliano, direttore del settore Innovazione economica, Università e Smart city di Milano, fra i responsabili dell’evento. “C’è una grande difficoltà nell’iniziare a ragionare diversamente, non in solitudine ma in relazione con gli altri. Ma tutti gli attori hanno chiaro che lavorare per una smart city significa condividere quanto ogni singolo mondo sta facendo”.

 

Con Public Hearing la città rilancia le proprie ambizioni dando un’accezione ampia di cosa intendere per città intelligente, mutuata dal modello della University of Technology di Vienna.

Nei programmi compaiono efficienza energetica e strumenti digitali, ma anche molta economia, spiegando così il ruolo della Camera di Commercio, impegnata a legare sostenibilità e sviluppo imprenditoriale. “Una smart city deve riguardare l’intero sistema di produttori, non solo le grandi aziende — spiega il direttore dell’area Sviluppo Imprese, Sergio Rossi — È un processo che coinvolge il commercio, l’artigianato, richiede tecnologie che migliorino tutte le attività e i servizi”.

 

Fra meno di un anno i milanesi dovrebbero conoscere i risultati del percorso. Per i prossimi passi si parte dalla fotografia delle iniziative già partite negli ultimi anni, o oggi in partenza. Il Comune ha censito circa sessanta progetti, fra programmi sulla città digitale e gli open data, piani di mobilità e contro la congestione, servizi per facilitare l’inclusione o i cittadini (come Icaro).

Undici di questi hanno superato la selezione del MIUR, il ministero della Ricerca, per il bando sulle smart city della scorsa estate, e oggi sono entrati nella fase esecutiva.

 

Se i progetti non mancano, ora Milano attende una strategia. Anche per il percorso verso la smart city, la tappa intermedia non potrà non essere il 2015.

 

 

© Riproduzione riservata

 

Foto: i lavori in zona Porta Nuova Garibaldi (Marco Garofalo)

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