Come creare una startup in 54 ore

Come creare una startup in 54 ore

Startup Weekend torna a Venezia, ospite dell’incubatore H-FARM (19-21 aprile). Questi i fattori essenziali per far partire un’idea d’impresa

19 aprile 2013

0

Dopo lʼevento di febbraio a Milano, Startup Weekend torna a Venezia per proporre a designer e programmatori un fine settimana di lavoro intensivo, in cui sviluppare idee dʼimpresa legate al settore digitale.

 

Lʼappuntamento del 19-21 aprile è organizzato da H-FARM, incubatore dʼimpresa fondato otto anni fa a Roncade (fra Treviso e lʼaeroporto Marco Polo), dove nel 2010 si è svolta la prima edizione italiana di questo programma internazionale itinerante.

 

La tre giorni, a cui partecipano circa cento startupper, segue una formula consolidata: i partecipanti hanno a disposizione 54 ore per presentare e realizzare app, servizi web, siti di e-commerce, nuovi social network. Selezionati i progetti migliori, venerdì si creano i team di lavoro che presenteranno entro domenica pomeriggio un prototipo dei loro prodotti.

I consigli di alcuni coach esperti accompagnano i vari gruppi nelle prime fasi di una startup, fino alla valutazione finale da parte di una giuria.

 

Replicato in quasi cinquecento città in tutto il mondo, il modello Startup Weekend nasce nel 2007 da un movimento non profit con base a Seattle, oggi sostenuto dalla Kauffman Foundation. Il gruppo di imprenditori ha lʼobiettivo di promuovere progetti innovativi e mettere in contatto sviluppatori e finanziatori.

 

“Startup Weekend è una fotografia molto precisa di quali sono i primi passi per una startup”, spiega Giuseppe Folonari, responsabile degli investimenti di H-FARM e organizzatore dellʼevento. “Quanto accade in un evento compresso in 54 ore è importante per qualunque impresa”.

 

 

Secondo i promotori del fine settimana, gli aspetti essenziali che permettono di partire in modo efficace sono almeno tre.

 

Parlarne apertamente

Non temere che le proprie idee di business siano “rubate” da altri è il passo iniziale per una collaborazione. Per confrontarsi velocemente con le persone, e convincerle, bisogna superare la propensione a tenere nascosto un progetto.

Il più efficace è un approccio sicuro, diretto: lʼapertura verso lʼesterno è il primo elemento per relazionarsi con un mercato — e così iniziare a concentrarsi sugli aspetti più importanti di unʼiniziativa.

 

Trovare le persone giuste

Costruire un gruppo valido è ovviamente il principale fattore di successo. È importante coinvolgere figure professionali diverse, con competenze complementari, ma anche caratterialmente affini: in gruppi di piccole dimensioni, formati da giovani, è importante creare buone relazioni per “capitalizzare” il talento di ognuno.

Non è questione di semplici capacità manageriali, ma anche di attitudine. Come spiega Folonari: “Quando si passano nottate intere a programmare, non si può prescindere da capacità interpersonali forti”.

 

Puntare sempre a un prodotto

Fintanto che un progetto rimane unʼidea, difficilmente potrà convincere partner e finanziatori. Per questo è necessario arrivare il prima possibile a un prodotto, anche in versione embrionale: in questa fase un prototipo è più efficace di presentazioni o un business plan elaborati.

È un compito che richiede innanzitutto capacità di esecuzione. Il valore di unʼidea si valuta anche dalla qualità del prodotto che un gruppo riesce a sviluppare velocemente.

 

 

“Salvo casi eccezionali, in un fine settimana è difficile completare una vera startup”, dice Giuseppe Folonari. “Ci si può attendere una demo, un prototipo funzionante. Ma lʼimportante è che si crei un gruppo di persone affiatato”.

 

È il caso di GoWar, ad esempio, una startup nata durante lʼedizione del 2010. Il successo dellʼapp presentata – un social game ispirato a Risiko, che utilizza la geolocalizzazione per ambientare battaglie in luoghi reali della città — ha permesso poi ai due fondatori, entrati in contatto in quei giorni, di fondare una società di mobile-gameFunGo Studios, oggi insediata in H-FARM.

 

I risultati finali non sono dʼaltra parte lʼunico scopo. Iniziative del genere sono un’opportunità importante per confrontarsi, acquisire nuove competenze. E soprattutto entrare in contatto con eventuali finanziatori.

Cinquanta ore in fondo non sono poi così poche.

 

 

© Riproduzione riservata

In alto: un’immagine dall’H-Camp, il programma di incubazione di H-FARM. 

Privacy Autorizzo al trattamento dei dati personali ai sensi dell'art.13 del D.Lgs. 196/2003.
I dati saranno utilizzati per dare corso alla richiesta di abbonamento e non saranno ceduti a terzi. Leggi le note legali

* I campi contrassegnati da asterisco sono obbligatori

NOTA Per evitare messaggi inopportuni e spam, il commento non sarà immediatamente visualizzato.
La redazione provvederà a pubblicare i commenti al più presto, mentre i messaggi diffamatori, offensivi, razzisti e sessisti saranno eliminati.