Napoli si mette in discussione

Napoli si mette in discussione

Ospitare il World Urban Forum è l'occasione per pensare allo sviluppo della città. Tra eventi e grandi piani, i progetti sono molti. Ma la crisi rallenta il recupero

6 settembre 2012

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Per la passerella iniziale il sindaco Luigi De Magistris ha scelto la camminata sul mare, pedonale da questa estate, dove accompagnare in bici il vicesegretario dell’ONU Joan Clos.

Dopo le immagini dei rifiuti in strada, Napoli cerca una nuova reputazione all’estero e il lungomare “liberato” dal traffico sembra la cartolina giusta per questi giorni di attenzione internazionale.

 

Napoli ha ospitato il sesto World Urban Forum, convegno organizzato ogni due anni dal programma delle Nazioni Unite sugli insediamenti umani, l’UN-Habitat, per valutare l’impatto sulle comunità di una crescita urbana sempre più rapida. Fino al 6 settembre gli spazi della Mostra d’Oltremare hanno riunito nel quartiere di Fuorigrotta le delegazioni di 150 tra paesi e società di consulenza, riunite per un programma su qualità della vita, equità, innovazione, trasporti.

 

Come insediamento, la città d’Italia più densamente abitata ha di sicuro molto da dire e il forum, tra incontri istituzionali e un padiglione italiano dedicato, è stata l’occasione per discutere di Napoli e dintorni. Un’area disordinata e popolosa, con oltre 3 milioni di persone da riunire sotto un’unica Città Metropolitana, che desidera rilanciare la sua immagine anche grazie a vetrine come il WUF.

 

Con gli eventi e lo sport — dopo le regate della Coppa America di aprile, sul lungomare ora preparano la Coppa Davis di tennis — Napoli cerca occasioni di turismo e visibilità, da affiancare sui giornali alle cronache dei casi di degrado in centro e periferia.

Se oggi la situazione in città rimane complessa, la ragione è delle tante criticità consolidate nel tempo: sociali, economiche, di legalità e occupazione, politiche. “Difficile immaginare di risolvere le difficoltà con un unico grande intervento, o operazioni faraoniche”, spiega Roberto Gerundo, presidente dell’Istituto Nazionale di Urbanistica in Campania e da giugno assessore al Governo del Territorio a Pozzuoli. “Servirebbe più che altro un’azione capillare, per normalizzare i comportamenti e ripristinare le regole che sono saltate”. Nell’uso del suolo pubblico come nella viabilità, o nelle trasformazioni in corso a poca distanza dal centro.

 

 

Dal punto di vista della strategia urbana — primo tra i temi generali del Forum — le sfide di Napoli si concentrano ai lati.

 

I centri industriali dismessi negli ultimi vent’anni sono stati un’opportunità per ripensare le porte d’accesso alla città e collegare tra loro parti di un tessuto saturo. A ovest, non lontano dalla Mostra, da tempo si aspetta la nascita di Bagnoli Futura, la travagliata riconversione dell’acciaieria Italsider. Oltre a residenze e servizi, il Comune prevede un polo scientifico, sportivo e culturale, oggi realizzato solo in parte e dopo ritardi.

 

Sempre sul litorale flegreo, proprio nella vicina Pozzuoli erano poi attivi gli impianti meccanici della Sofer. Per riqualificare l’intera area un progetto del newyorkese Peter Eisenman prevede dal 2007 un centro nautico e un ambizioso Waterfront, anche questo accompagnato dalle critiche sulla gestione dei lavori.

 

Per il recupero di Napoli Est si è invece attivato un consorzio di imprenditori, riuniti nel 2010 per “cambiare il volto” di una zona degradata con un investimento da più di 2 miliardi di euro. Il piano prometteva una serie di bonifiche e l’insediamento attività produttive, poi residenze e centri per commercio e terziario. Ma i cantieri e lo sviluppo annunciato stentano a partire.

Proprio al World Urban Forum è arrivata la richiesta del presidente del consorzio NaplEst, che alla Regione chiede più infrastrutture e servizi per attirare imprese sull’area.

 

“La partita è ancora tutta da giocare — dice Roberto Gerundo — I costruttori dovrebbero rimodulare al ribasso le aspettative prima alimentate dalla spesa pubblica”. Secondo l’urbanista, professore a Salerno, il ritardo è anche legato al mercato immobiliare: con il calo dei prezzi, l’operazione non garantirebbe infatti i profitti sperati. “La crisi è il terzo incomodo, e ha l’effetto di rallentare la riqualificazione”.

 

Altro tema al centro del Forum è stata la mobilità. Questione centrale in una città nota per la viabilità “fuori controllo”, dove ancora si discute della Tangenziale inaugurata nel 1972 e completata negli anni Novanta.

Sono necessarie altre opere? “Penso che le infrastrutture sono sufficienti. Prima bisogna ridurre la mobilità parassitaria, ridondante”. Il presidente di INU Campania cita il traffico verso poste, Asl e uffici pubblici: tutti spostamenti collettivi, sostituibili da una mobilità “telematica”.

 

Intanto, l’intervento sulla viabilità più discusso è stato proprio il lungomare, transennato a luglio tra le proteste. Ora che il direttore di UN-Habitat Joan Clos ha lodato la decisione pubblicamente, le istituzioni sperano nella nuova cartolina della città.

 

 

Edoardo Bergamin

 

© Riproduzione riservata

 

Foto: l’auditorium Porta del Parco disegnato da Silvio D’Ascia per Bagnoli Futura.

(articolo aggiornato il 10 settembre)

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