Supereroi contro la crisi

Supereroi contro la crisi

A fine agosto torna veDrò, il think tank dove si incontrano politica e impresa. Al centro dei lavori, gli italiani e i superpoteri di ognuno

30 luglio 2012

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L’anno scorso era il Caos, con riferimento alle difficoltà economiche. Questo agosto, per cercare di uscirne, all’incontro nel comune trentino di Dro arriveranno i Supereroi.

 

Parliamo di veDrò, think tank di tarda estate per politici, grandi manager, professionisti. “Anche in questa edizione il tema è legato alla crisi”, spiega Benedetta Rizzo, presidente dell’associazione che dal 2005 organizza l’evento a pochi chilometri dal Lago di Garda, in un centro per performing art e convegni ricavato da un impianto elettrico. “Con ‘We can be heroes’ vogliamo trasmettere l’idea che non abbiamo bisogno di eroi esteri: ognuno di noi, se inizia a camminare, può contribuire a fare ripartire il Paese”.

 

L’appuntamento nasce per favorire il confronto interno alla generazione nata tra gli anni Sessanta e Settanta, e così il dibattito politico e economico. Anche l’ottava edizione, dal 26 al 29 agosto, proporrà sessioni plenarie con personalità di rilievo (tra cui i manager Franco Bernabè, Fulvio Conti e Vincenzo Onorato) e gruppi di lavoro su singoli temi d’interesse, dove definire scenari futuri e strumenti pratici per i vari settori.

 

Parteciperanno circa cinquecento tra relatori e ospiti, selezionati a partire da un bacino più ampio di vedroidi, la rete di persone d’interesse coinvolte nel tempo da veDrò. Tra gli invitati compaiono giornalisti e amministratori delegati, professori e artisti, ministri e sindaci. Tutto nello spirito bipartisan e di “disgelo tra le parti” voluto alle origini dai promotori Enrico Letta, oggi vicesegretario del Partito Democratico, e Giulia Buongiorno, deputato di Futuro e Libertà.

 

Dopo l’edizione dedicata al Caos, l’idea per il tema del 2012 è arrivata durante un incontro con Andrea Camilleri, in uno degli “Aperitivi con…” organizzati da veDrò nel corso dell’anno.

Per lo scrittore, gli italiani con i superpoteri sono stati quelli degli anni Cinquanta, capaci di costruire il benessere comune attraverso il lavoro e i sacrifici. “Una studente che aveva finito gli studi gli ha chiesto che fare”, racconta Benedetta Rizzo. “Camilleri ha ricordato quel periodo, quando eravamo più poveri ma ognuno sentiva di partecipare alla storia”.

 

Ora quello spirito va recuperato. Per veDrò, supereroe è un imprenditore che compie scelte rischiose, un ricercatore che vuole innovare, chiunque metta alla prova i propri limiti.

Nei tre giorni gli invitati sceglieranno se confrontarsi sul ruolo del talento nel Paese e su come rilanciare nel mondo lo stile italiano. Oppure sul futuro del giornalismo, sul libero arbitrio, sulle istituzioni.

Tra i vari temi anticipati ci saranno le smart cities (alla sessione sarà presente anche il sindaco di Firenze, Matteo Renzi), l’impresa sociale (con Alberto Cairo, candidato al Premio Nobel per la Pace) e poi cinema, tv, musica e arte. Faranno parte dei gruppi scienziati e professori impegnati all’estero, come Lorenzo Turicchia, Riccardo Lattanzi e Mario Davinelli.

 

Ma in cosa consiste un think tank? “Ogni gruppo di lavoro ha un obiettivo, che sia un report o una proposta di legge come è accaduto l’anno scorso per lo sport — dice ancora il presidente di veDrò — Il più delle volte si tratta di elaborare proposte innovative”.

I primi ad ascoltarle saranno gli stessi decisori pubblici presenti, coinvolti a loro volta nei lavori.

 

Come ricorda Benedetta Rizzo, a metà degli anni Duemila il network fondato da Letta aveva il compito di sperimentare in tempi di forte contrasto un dialogo tra persone di estrazione politica e culturale diversa. “Il mondo della politica è diventato buona parte di veDrò. Quel che noto adesso è che la capacità di aggregazione è molto aumentata. C’è molta più voglia di fare e partecipare”.

 

Infine i numeri. Per veDrò l’appuntamento di fine agosto sarà come di consueto il momento per presentare lo studio del suo Osservatorio permanente sulle imprese italiane. Il rapporto racconta un tessuto produttivo in via di profonda trasformazione.

I risultati sono “disastrosi”, nonostante comparti con segni di ripresa. Per invertirli serve davvero che ognuno, a partire dalla classe dirigente, dimostri i propri superpoteri.

 

 

© Riproduzione riservata

 

Foto: una degli incontri plenari di veDrò 2011 con il giornalista Antonello Piroso

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