Seguire i creativi. Per davvero

Seguire i creativi. Per davvero

Un gruppo di ricerca dell'Università Bicocca registra le abitudini dei visitatori del Salone del Mobile di Milano. Dati su mobilità, consumi e necessità, per migliorare l'organizzazione dei flussi

17 aprile 2012

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Capire come si muove il pubblico, fotografare le sue abitudini, seguirlo nei suoi spostamenti. Quest’anno i visitatori del Salone del Mobile di Milano non sono soli: una squadra di studenti di sociologia dell’Università Bicocca li segue da vicino.

 

L’obiettivo: mappare i flussi, la mobilità e le abitudini di chi arriva in città per la settimana del design, che apre oggi e si concluderà domenica.

 

Quanto tempo si fermano i turisti, dove andranno in seguito, dove mangiano e dormono, ma non solo. Quanto spendono e come si muovono, cosa visitano e in quali posti si fermano. In questi giorni i ricercatori raccoglieranno un’enorme quantità di dati, che verrà poi riorganizzata e messa a disposizione del Comune, come base per politiche e organizzazioni future.

“Il Salone del Mobile è uno degli eventi più importanti per Milano — spiega la professoressa Silvia Mugnano, nel comitato scientifico del progetto — Ma la città non si è mai occupata di studiarlo fino in fondo”.

 

Durante la manifestazione sono attesi circa 300mila visitatori. Quantificare fenomeni di questa portata non è semplice: “L’industria creativa è un mondo difficile da misurare — spiega ancora Mugnano — Per capire meglio il Salone i miei studenti hanno chiesto dati più precisi, che fino a oggi non ci sono. Il progetto Bicocca in Salone è nato per soddisfare questa necessità”.

 

Così venti universitari della Facoltà di Sociologia scenderanno nelle strade delle zone Brera, Ventura Lambrate e Tortona per indagare i movimenti del Fuori Salone — le attività parallele all’esposizione vera e propria che si tiene a Fiera Milano Rho.
Avranno questionari pensati per descrivere i diversi modi di vivere il Salone, chiederanno agli espositori quali difficoltà logistiche e quali bisogni hanno avuto nell’organizzarsi, convinceranno alcuni turisti a raccontare il “diario” della loro giornata milanese.

 

E ancora: dove andranno, una volta lasciata Milano? “Sempre di più le mete turistiche diventano punti di passaggio verso altre città”, spiega la professoressa. Con questa ricerca si tenterà di quantificare la tendenza.

 

“Altri studenti — continua — useranno sistemi GPS per tracciare i flussi di persone, capire come gestire il traffico dei visitatori, come si spostano e quali sono i punti di maggior attrattiva”.
Il tutto con un occhio al 2015, anno dell’Expo: studi come questo saranno preziosi per organizzare al meglio il grande evento-vetrina che sta per arrivare.
ITALIC 11, in edicola da questo fine settimana, racconta l’esperienza di un altro gruppo di ricerca, spin off della Bicocca: si chiama Crowdyxity e studia il comportamento delle folle per evitare problemi e ingorghi durante grandi concerti, giornate di saldi in centri commerciali e persino il pellegrinaggio alla Mecca.

 

Ma secondo Mugnano, la rilevanza di studi di questo tipo è ancora maggiore: “Non ci sono solo grandi manifestazioni come il Salone o l’Expo che richiedono di essere studiate per capire come gestirle al meglio. La movida serale è un altro momento in cui tantissime persone si ritrovano in luoghi precisi e con precise necessità”.

 

Alla fine di ogni sabato sera, ad esempio, bottiglie vuote, carte e bicchieri sono il lascito della folla di avventori dei luoghi più frequentati. “Studiare le loro abitudini permetterà di capire come raccogliere i rifiuti o sistemare i cestini in maniera efficace”. Per questo gli studenti di sociologia gireranno il Fuori Salone con macchine fotografiche e questionari specifici per documentare il littering, cioè cosa succede a scatole e bottiglie vuote dopo che le abbiamo usate. E anche qui mettere a punto politiche virtuose.
Non di sola mobilità è fatta una buona accoglienza in una grande città.

 

Fra poco più di un mese arriveranno i risultati delle valutazioni. Finiranno nelle mani del Comune, che dovrà decidere come utilizzarli, e fare un altro passo avanti nella preparazione dell’Esposizione Universale del 2015.

 

 

Matteo Acmè

 

 

 

 

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