Fare l’Europa con un libro in mano

Fare l’Europa con un libro in mano

Uno spettacolo fra musica, teatro e fumetto racconta la guerra nella ex Jugoslavia. Per entrare si paga in libri, che saranno poi donati alla biblioteca di Sarajevo

4 maggio 2012

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Spesso sono le piccole cose a farci sentire un po’ più europei. Gesti, dichiarazioni, incontri e brevi viaggi. Anche concerti.
Come Book Across Balkans, che esordisce sabato 5 maggio a Bertirolo (Udine). Sul palco saliranno il gruppo friulano Arbe Garbe, l’attrice Aida Talliente e il fumettista serbo Aleksandar Zograf. Insieme con musica, letture e disegni per raccontare la guerra che ha dissolto la Jugoslavia, a vent’anni dall’assedio di Sarajevo.

 

“Noi suoneremo — dice Federico Galvani, fisarmonicista del gruppo — Aida Talliente leggerà i testi di grandi autori (da Erri De Luca e Paolo Rumiz, a Vladimir Arsenijević) che hanno vissuto da vicino quella guerra, Zograf invece disegnerà live illustrazioni che verranno proiettate alle nostre spalle”.

 

Uno spettacolo di commistioni, che unisce arti e culture diverse con ritmo e sentimenti forti, ma che sarà concentrato sui libri.

 

Il prezzo d’ingresso sarà proprio un libro. Qualsiasi, purché in italiano. Altre pubblicazioni verranno raccolte dalle librerie di tutta Italia che hanno deciso di dare il loro contributo (qui la lista). Il 9 giugno gli Arbe Garbe partiranno per i Balcani, per una serie di concerti e partecipazioni a festival: a ogni sosta lasceranno libri nelle biblioteche delle città.
La tappa finale sarà Sarajevo, dove il gruppo consegnerà la maggior parte dei libri: la biblioteca, simbolo dell’assedio del ’92, ha chiesto ai Paesi europei un contributo, simbolico e culturale, per la rinascita. Books Across Balkans porterà il nostro.

 

“Ci improvviseremo diffusori della cultura italiana — spiega Galvani — Speriamo, con uno spettacolo che mette in scena culture diverse, di riuscire a creare nuove contaminazioni fra la nostra cultura e i dirimpettai dell’Adriatico”.

 

Incontri e dialogo, che sono linfa vitale per degli artisti di world music, ma che sono anche un passaggio obbligato per costruire o ricostruire l’Europa.
Galvani, che dei Balcani ha lunga esperienza, ne è convinto: “La direzione è per forza quella di una maggiore integrazione fra Paesi così vicini, altrimenti rischia di saltare tutto”.

 

Senza troppa retorica, gli Arbe Garbe sanno bene che la strada è complicata. Per questo incominciano da un piccolo spettacolo e dai libri. A piccoli passi, verso traguardi più ampi.

 

 

Matteo Acmè

 

 

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