Che Social Media Week sarà a Torino

Che Social Media Week sarà a Torino

A settembre torna in Italia la settimana internazionale di incontri su web e mezzi per condividere. Nuove idee, start up e turismo: ecco le anticipazioni da parte degli organizzatori

20 luglio 2012

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Alla Social Media Week manca poco più di due mesi, e a Torino lavorano per definire un programma “di alto livello”.

 

Per ora è sicuro che si concentrerà su partecipazione, innovazione e produzione, ma anche su creatività e turismo, seguendo il macrotema scelto dall’evento internazionale: Empowering Change Through Collaboration – Dare forza al cambiamento grazie alla collaborazione.

 

Il resto lo fanno oggi le intenzioni: “È la prima edizione in città ed è un nuovo capitolo — spiega Salvatore Perri di Dunter, studio di social marketing e organizzatore — Speriamo di stupire e di segnare una continuità rispetto al passato, aumentando ulteriormente il contenuto e la valenza culturale dell’iniziativa”.

 

 

Nata quattro anni fa a New York, la settimana di incontri sull’impatto sociale, culturale ed economico degli strumenti digitali si svolge come d’abitudine in contemporanea su più nazioni.

Dal 24 al 28 settembre le città interessate da conferenze e laboratori saranno quattordici, da San Paolo a Shanghai. Un primo esempio di collaborazione, coordinato dagli ideatori dell’agenzia statunitense Crowdcentric per collegare persone e imprese che si occupano di media sociali.

 

In Italia la manifestazione semestrale è presente dal 2010. Dopo gli appuntamenti a Milano e Roma, e un’edizione mancante questo febbraio, l’annuncio di Torino è arrivato a fine aprile.

Il team centrale ha accettato la candidatura di Dunter, già coinvolto l’anno precedente come promotore per due eventi milanesi su musica e editoria. Ora spetta a loro, insieme ai partner di Codice – Idee per la cultura che hanno contattato, coordinare l’intera settimana e confermare la ragione che più sembra avere convinto Crowdcentric: il valore della città come laboratorio rivolto all’innovazione e ai giovani.

 

 

Per i social media i margini per sperimentare rimangono infatti enormi. In un mondo pronto a moltiplicare le sue connessioni — secondo le ultime stime dell’industria Cisco gli utenti web saranno 3,4 miliardi entro il 2016, contro i due di oggi — l’obiettivo dichiarato delle Social Media Week è presentare idee e strategie capaci di dare forma al futuro.

 

Ognuna delle cinque giornate sarà dedicata a un tema, per altrettanti campi di applicazione dei social media. Si parlerà di partecipazione, ovvero di come cambia la comunicazione pubblica verso i cittadini e degli scenari da costruire per una loro maggiore attivazione, e di come creare, produrre e innovare con gli strumenti digitali. Ma anche di turismo, con incontri sulle possibilità di promozione della Rete e sulle pratiche di viaggio legate ai nuovi servizi di informazione e ospitalità come TripAdvisor e Airbnb.

 

“I tempi stretti ci stanno facendo correre, ma stiamo comunque avendo l’opportunità di contattare grandi personalità, nuovi piccoli startupper e specialisti della comunicazione”, spiega il fondatore e CEO di Dunter, Salvatore Perri.

Sui nomi mancano conferme definitive, ma a questa prima edizione torinese parteciperanno soprattutto ospiti italiani, personalità di rilievo e influencer del nostro web. Insieme a loro ci saranno alcuni imprenditori emergenti della nuova economia digitale, spesso giovani con start up coinvolti dall’evento grazie alla rete di incubatori — tra cui il veneto H-Farm e l’I3P del Politecnico torinese.

“Vediamo la settimana come un momento di stimolo, informazione ed educazione — continua Perri — ma anche come un attimo per rendersi conto dello stato dell’arte a livello locale e non”.

 

Per farlo gli organizzatori hanno già definito un advisory board con professionalità diverse. Il comitato è composto da esperti della materia, creativi, filosofi e imprenditori (tra cui Juan Carlos De Martin, Luca De Biase, Maurizio Ferraris) per coprire tutti i settori della società.

 

 

In questa fase Dunter e Codice stanno lavorando anche al modo di raccontare il festival grazie all’aiuto di un gruppo di spettatori attivo sui social network. Per aumentare la visibilità della Social Media Week, gli organizzatori pensano a proiezioni e installazioni in città.

 

Infine saranno possibili collaborazioni con le altre sedi della manifestazione, in particolare Glasgow, Chicago, San Paolo e Barcellona: “Si sono dimostrate interessate ad alcune nostre proposte e noi ad alcune delle loro — spiega Salvatore Perri — Di sicuro sarebbe un modo di concretizzare lo spirito di collaborazione che la Social Media Week vuole trasportare”.

 

 

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