Case più intelligenti per città migliori

Case più intelligenti per città migliori

Ottimizzare le tecnologie già presenti e vivere meglio. Come spiegano al forum Green City Energy a Pisa, per progettare la smart city serve anche la domotica

4 luglio 2012

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La città intelligente si costruisce casa per casa. Ne sono convinti anche all’Istituto di Scienza e Tecnologie dell’Informazione (ISTI) della sede pisana del CNR, il Consiglio Nazionale delle Ricerche, dove un laboratorio si occupa nello specifico di migliorare il comfort delle abitazioni e insieme la loro efficienza. E ottimizzare così i nostri consumi.

 

Mentre l’Europa conferma il suo impegno sul rinnovamento edilizio con la Settimana sull’Energia Sostenibile di fine giugno, in questi giorni gli esperti italiani del settore si incontrano a Pisa per il terzo forum Green City Energy. Quello del 5 e 6 luglio è il primo di una serie di eventi dedicata alla smart city dal network di professionisti ClickUtility, che in autunno interesserà Torino, Bari e Genova — tre dei comuni di cui ha parlato ITALIC nel suo articolo sul tema.

 

Nella due giorni si discuterà della “via italiana” alle città intelligenti, con interventi sui modelli e i casi di successo per la mobilità, le infrastrutture e soprattutto l’energia — seguendo di fatto le direzioni d’intervento indicate dai bandi del programma Smart Cities della UE.

Ma oltre alle grandi reti e le rinnovabili, la riduzione dell’impatto ambientale riguarda ogni casa e immobile, responsabili nel complesso del 40% dei consumi europei (in Italia è il 36%). Per questo a Pisa ci sarà spazio anche per la domotica e appunto per il laboratorio sulle Tecnologie integrate per la Qualità del Vivere dell’ISTI.

 

In casa, vivibilità e convenienza possono infatti procedere parallele alla sostenibilità ambientale. “Se ho un impianto elettrico capace di comunicare con l’impianto termico e l’antifurto, il sistema può capire che quando apro le finestre è necessario spegnere il condizionatore, o che in caso di pioggia l’irrigatore non dovrà bagnare i fiori”, spiega Giuseppe Fusco, progettista del laboratorio TQV che introdurrà la sessione del forum dedicata alle tecnologie domestiche.

Allo stesso modo i sistemi anti-intrusione possono evitare sprechi nell’illuminazione, attivando e disattivando le luci grazie ai loro sensori. “È facile che una casa di oggi abbia già le tecnologie. Queste soluzioni non devono costare di più, devono solo dialogare meglio”.

 

Prima ancora dei piccoli impianti per la produzione di energia e delle smart grid (i sistemi di distribuzione attivi, in cui l’elettricità viaggia tra consumatori e produttori), la casa intelligente si basa sul buon senso. Per sfruttare quanto già è presente in molte case, spiega Fusco, è sufficiente inserire nel quadro elettrico alcuni moduli capaci di collegare tra loro i vari sensori. Meglio se in fase di progettazione.

 

Al forum il centro ricerche TQV presenterà l’esperienza per 25 interventi di domotica su residenze di edilizia popolare a Cascina, alle porte di Pisa, pensati in particolare per aumentare il comfort di vita di anziani e disabili. Come in altre case automatizzate simili, negli alloggi sperimentali realizzati due anni fa, le reti di acqua e gas dialogano con i sistemi di sicurezza per comunicare perdite, i sensori rilevano eventuali malori dell’inquilino, e gli accessori sono adattati alle esigenze dei vari assegnatari. Per il progetto Case Minime, i costruttori hanno speso circa 800 euro in più per alloggio rispetto alla norma.

 

“La domotica sta nell’integrazione degli impianti. Non va a impattare sui costi”. Secondo Giuseppe Fusco, la sfida riguarda soprattutto la mentalità, con un approccio alla costruzione che spesso non bada abbastanza a coordinare i vari aspetti di una casa. “Di solito c’è una completa scollatura tra l’architetto, i muratori, l’elettricista e l’idraulico. La progettazione integrata, se fatta bene, avrebbe dei vantaggi per tutti”. Per questa ragione il laboratorio, nato nel 2006, organizza anche attività formative, in cui spiega alle imprese edili quali sono le soluzioni e i componenti più adatti.

 

Grazie alle normative europee, negli ultimi anni il quadro legislativo ha dato maggiori possibilità di costruire, o restaurare, ottimizzando le risorse degli edifici e migliorando la loro efficienza energetica. Secondo Giuseppe Fusco, un approccio più integrato si è già diffuso nelle grandi strutture produttive, come gli ipermercati, dove il controllo automatico delle luci e impianti elettrici e termici intelligenti equivalgono a risparmi maggiori. “C’è una miniera che sta per essere scoperta. Una grossa spinta la possono dare le istituzioni pubbliche, intervenendo su uffici e scuole”.

 

Si riferisce alle tecnologie, ai materiali e appunto all’attenzione per la domotica — parola spesso associata invece al lusso e all’intrattenimento — che progetta sistemi per risparmiare energia. Per costruire una città intelligente, casa dopo casa.

 

 

Edoardo Bergamin

 

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